21 Novembre 2007

Ogni tanto bisogna trovare il coraggio di scappare da se stessi, di sfuggire ai continui interrogatori che pretendono risposte sul senso…

 

rifiutarmi di scrivere qui è stato un modo per evitare si soffermarmi a pensare troppo su questo intrigo di fili annodati che chiamano vita…eppure ho solo evitato di dare una forma ai pensieri, perchè di fatto loro non ti mollano mai, ti inseguono, ti assalgono, divorano ogni minuto di silenzio, sono in grado di graffiare ogni forma di sintetica tranquillità, sono un acido che corrode incalzante ogni mio tentativo di indifferenza nei confronti del mondo…

 

Pensare è un vizio più che un’abitudine…una droga...una volta che incominci non puoi farne più a meno, e ogni volta che cerchi di smettere trovi sempre qualcuno in grado di vomitarti addosso pensieri sempre più intriganti, seducenti, e non puoi resistere alla tentazione di tornare a masticarli nevroticamente…

 

Torno ad accarezzare la tastiera per tentare di sfogarmi, per tentare di spiegarmi che cosa sono e dove sia finito quel maledetto bandolo della matassa, panacea di tutti i mali.

 

Passo le mie giornate a farmi carico dei problemi di altri, mi ergo a interprete dei loro enigmi, sono spettatrice dei loro sorrisi quando mi dicono “hai capito la situazione alla perfezione, grazie!mi sei stata proprio d’aiuto”…sono frasi che ti fanno sentire miseramente importante…ma non posso non chiedermi il perchè io non sia mai riuscita a dire mai nulla di simile a nessuno…

 

Già…nessuno…nessuno in grado di capire, nessuno in grado di risolvere, nessuno in grado nemmeno di percepire miei problemi…leggere la mia vita è come tentare di leggere un libro scritto in una lingua mai esistita...non esistono interpreti…e non esisterà mai con chi parlare…

 

Rimango con un puzzle scoordinato di soluzioni improbabili, che non riconducono a nessun disegno.

 

Mi sento uno scarabocchio.


ma io, con il cuore cosciente

di chi soltanto nella storia ha vita,

potrò mai più con pura passione operare,

se so che la nostra storia è finita?


pasolini


 


 


 

 
09 Settembre 2007

Scusate l’assenza ma ero morta…già…perchè tutti la morte la temono, ma pochi si rendono conto che parte di noi può morire ogni giorno…

 

 

Il tempo passa, e con le sue dita si porta via pezzi di ricordi, bellezza, energia..ogni giorno lo specchio fotografa la sua lenta azione, e noi temiamo quello che muore all’esterno…ma pochi si accorgono di quello che perdono dentro..

 

Si muore ogni volta che il tempo ci costringe a prestare più attenzione al quadrante dell’orologio piuttosto che alle necessità…

quando quel treno parte portandoti via da una stazione che non vorresti mai lasciare o quando i tuoi piedi rimangono legati al suolo quando vorresti prendere proprio quel benedetto treno e partire…

quando un’ispirazione ti soffia tra i pensieri, ma non hai un pezzo di carta e una penna per farle vedere la luce, dimenticandola così per sempre…

quando sei costretto ad adattarti, perchè il compromesso è l’unico aggancio per rimanere ancorato a ciò  che è considerato tollerabile..

quando urli, ma nessuno ti sente…

quando urli a te stesso, ma rifiuti di ascoltarti per non pensarci…

quando sei in mezzo alla gente, ma sembra non ci sia nessuno…

 

diciamo che nell’ ultimo mese tutto ciò è accaduto, per cui ero momentaneamente morta..scusate..ora sono tornata e cercherò di far risuscitare tutto ciò che ho seppellito…non è stato danneggiato nessun sentimento vitale per ora…per cui la cura può essere trovata…perchè l’amore è l’unica cosa che la morte del quotidiano non è riuscita a toccare…

 

 

 

 

 

ps scrivo in piccolo perchè vorrei che potessi leggerlo solo tu, perchè chi è troppo pigro x arrivare fino quaggiù non merita di leggere queste parole che dedico a te, piccola stellina che ormai mi accompagni da tante estati..scrivo in piccolo perchè mi vergogno di non saperti spiegare dal vivo che per me sei un’amica importante…se provo a dirtelo mi viene da piangere..non è colpa mia ma non ci riesco!un bacio e grazie di tutto!

 

 
19 Giugno 2007

titolo nuovo diario

…e ogni giorno cola indifferenza sulle pareti di quei muri, costruiti, mattone dopo mattone, per difendersi da ciò che è normale..

 

È stato violato il confine del patologico, scavalcato il fossato del dover essere… sono morte le definizioni, si sono scollate le etichette.

 

La perfezione omologante ha partorito i suoi piccoli mostri, dei prodotti fallati impossibili da rimontare…e ciò che non può essere corretto viene nascosto…

Dietro la cortina di fumo che accompagna ciò che è dimenticato rimangono occultate le figure distorte di vite dilaniate dalla compulsiva ricerca di un senso, che hanno osato toccare la strada dell’irrisolvibile.

 

La società li ha vomitati per poi abbandonarli. Li ha dati in pasto a tutto ciò che è giusto, dritto, equilibrato, educato, uguale.

 

Li hanno chiamati matti, perchè potessero essere metabolizzati, razionalizzati e poi annientati dall’oblio.

 

Continuano a strascicare la loro persona ai bordi delle strade, gettando ombre sinistre sul sole vivido dell’efficienza…

 

E tu che leggi…ora dimmi: cos’è la normalità?

 

Il manicomio è una grande cassa di risonanza

e il delirio diventa eco

l’anonimità misura,

il manicomio è il monte Sinai,

maledetto, su cui tu ricevi

le tavole della legge

agli uomini sconosciuta.

 

Alda Merini

 


 
25 Maggio 2007


Nel molle giro di un sorriso

ci sentiamo legare da un turbine

di germogli di desiderio

 

Ci vendemmia il sole

 

Chiudiamo gli occhi

Per vedere nuotare in un lago

Infinite promesse

 

Ci rinveniamo a marcare la terra

con questo corpo

che ora troppo ci pesa

 


 
17 Maggio 2007

Credo di aver perso il controllo di quello che mi accade intorno…da una parte gli scalatori del monte della Verità che sputano dogmi e giudizi dall’alto, dall’altra coloro che sguazzano nello squallore e sono pure orgogliosi di farlo…

 

Non posso rimanere zitta davanti alle prostitute che a Padova hanno protestato perchè ostacolate nella loro attività professionale…

 

Non sono abituata a militare tra le schiere di farisei perbenisti e me ne vanto…ma sono abituata a urlare quando sento che il rispetto viene calpestato…

 

Il mestiere più antico del mondo affonda le radici nella ferrea convinzione che la donna sia poco più che uno strumento, ottimo per divertirsi come per tirare su figli…a fatica, giorno dopo giorno, ci sono state donne che hanno lottato per dimostrare il contrario, per cambiare questo atteggiamento di natura squisitamente culturale…

 

Nel passaggio da donnine casa e chiesa anni ’20 a emancipate donne occidentali del nuovo millennio mi sa che ci siamo perse qualcosa però…improvvisamente emancipazione è diventata la possibilità di indossare una minigonna, di assistere agli steep-tease maschili l’8 marzo (bella concessione invertire i ruoli una volta l’anno eh?!), di sbatacchiare qua e là la nostra intimità.

Eppure a me sembrava che emancipazione volesse dire, con il proprio essere Donna, con la propria sensibilità e diversità, riuscire a raggiungere una parità con l’uomo, dal punto di vista professionale, affettivo, familiare, sociale.

 

Per secoli la prostituzione è stata considerata un’umiliazione per la condizione della donna, ridotta ad essere un semplice pezzo di carne da utilizzare come giocattolo in caso di necessità. Ma a quanto pare ci sono donne a cui piace sul serio essere calpestate…

 

Forse si sono dimenticate, mentre reggevano i loro cartelli in mano, che esistono ragazzine che a 12 anni sono costrette a prostituirsi per tirare avanti, che ci sono donne che hanno dovuto pagare con la vita il fatto di non volersi piegare a questa umiliazione…e aggiungerei si sono anche dimenticate di donne e bambini che aspettano a casa i loro compagni e i loro papà che, invece di essere a una cena di lavoro, sono a divertirsi in una suite con una squillo di lusso.

 

Mi arrabbio perchè so ho già sentito pronunciare la frase “Cosa vuoi…quelle che fanno quel mestiere lì lo fanno solo perchè se lo scelgono e si divertono…”.

Mi arrabbio perchè ci si dimentica ogni giorno che ci sono donne obbligate a diventare ingranaggi di una potente macchina economica gestita dalla malavita.

Mi arrabbio perchè io per prima ho sempre cercato di combattere i perbenismi che esultavano all’idea di nascondere il problema nelle case chiuse, perchè non si sporcassero se strade di vergogna.

Mi arrabbio perchè sono una donna che ha sempre cercato di farsi rispettare in quanto tale, che ha sempre preferito dimostrare piuttosto che mostrare.

 

Infine mi arrabbio perchè queste cose ci riportano indietro di anni e anni, perchè sono la benzina sul fuoco dello stereotipo e del pregiudizio.

 

Scusate lo sfogo.

 
15 Maggio 2007

Fine della mia nausea creativa…non so fare un’anamnesi precisa…so solo che questa tastiera mi costringeva a vomitare idee, parole, intuizioni, paure, senza consentirmi di dare loro una forma…

 

 

Forse non mi basta più essere ascoltata da tanti sconosciuti, ombre di etere che non hanno un posto nella mia esistenza...l’unica cosa in grado di ascoltarmi è proprio questo foglio virtuale che non sa rispondermi, ma sa schiudere le labbra per inghiottire ogni mia goccia creativa…per cui scriverò a lui, che ha sempre saputo rispolverare gli angoli di questo mondo complesso chiamato Irene

 

 

È difficile trovare un perchè a tanta stanchezza, a tutta la nebbia che si accalca nella mente, tra i pensieri…

 

Forse è perchè mi sono svuotata completamente…ho gettato stracci della mia mente e della mia persona ovunque…li ho strusciati sui muri stanchi di questa città, su ogni ciottolo umiliato, li ho impiccati su ogni albero, seppelliti tra parole e poesie…tutto questo per non sentirmi straniera nel mondo in cui vivo…ogni volta che abbandono le mie 4 mura mi ritrovo, mi incontro in una città che è diventata mia…un disegno che solo io posso capire…

 

 

Pensare che ero entrata per urlare contro il family day….le emorragie creative continuano…scusate;)

 

 

Già che ci sono vi concedo di mettere gli occhi su uno dei miei passi preferiti di Neruda…

 

Un giorno, unomo o donna, viandante,

dopo, quando non vivrò,

cercate qui, cercatemi

tra pietra e oceano,

alla luce burrascosa

della schiuma.

Qui cercate, cercatemi,

perchè qui tornerò senza dire nulla,

senza voce, senza bocca, puro,

qui tornerò ad essere il movimento

dell’acqua, del

suo cuore selvaggio

starò qui, perso e ritrovato:

qui sarò forse pietra e silenzio.


 


 


 

 
30 Marzo 2007

Vorreste suonarmi,, vorreste pretendere di conoscere i miei tasti, vorreste strappare il cuore del mio mistero e sentire tutti i miei registri, dal più basso al più alto.

Ce n’è della musica e buona, qui dentro, eppure voi non potete cavarla fuori.

Credete, perdio, che io sia più facile da manovrare di un piffero?

 

Strofinatemi pure , non ne tirerete fuori una nota.

 

Shakespeare    -Amleto-

 

 

Quanti hanno pensato che fossi un pezzo di creta da modellare…quanti hanno tentato per distorte forme d’affetto di darmi una forma, dei contorni, dei limiti…

Ogni volta che assumo il colore dell’aria e il profumo di un libro vengo relegata nel recinto di ciò che non può essere capito…

 

Mi piacerebbe ogni tanto che a farmi compagnia rimanesse unicamente la solitudine, il mio specchio…il più terribile…non ci sono giustificazioni, non ci sono deformazioni…sei tu, davanti a quello che sei, con a lato l’immagine sfocata di ciò che avresti voluto essere…è qui che scopri che le immagini non combaciano…una consapevolezza che puzza di fallimento…

 

 

Sarà per questo che, in un tentativo annientante ed autolesionistico, sto schiantando tutte le mie energie sul muro alienante degli impegni…e quando ti sdrai sul balsamo del riposo non trovi altro che un torpore troppo spesso da penetrare…ti perdi, non ti ritrovi più…e così sei libero di immaginarti come vorresti…senza catene…libero…



 

 

 

 
21 Marzo 2007

 

Non so chi gestisca questa baracca virtuale…in ogni caso cosa avete ottenuto dopo aver tentato di vivisezionarmi nei vostri inutili questionari??

 

Pensate veramente di riuscire a ingabbiarmi dentro le vostre tipologie??

 

Per piacervi avrei dovuto scrivere che sono piacente, amante dell’ hip hop e magari di centro destra??

 

O forse avreste preferito che vi dicessi che sono sexy e amante del sesso libero??

 

Ma no…forse..Era più morale dirvi che ho un ragazzo da due anni e che faccio parte dell’azione cattolica??

 

Ebbene…forse riuscirete a fare rientrare nelle statistiche quelle povere anime che leggono 3 metri sopra il cielo (o forse meglio 3msc???!!), quelle che piangono davanti al grande fratello..

 

Non sono un essere massificato come la maggior parte, non sono categorizzabile perchè sono una persona, o meglio, ho una personalità…inseritemi pure nelle vostre classifiche sotto la voce “rompiballe”…è meglio così…

 

 

Comunque ero entrata qui con il preciso intento di parlare di una delle cose che amo di più e che ogni giorno vedo seppellita da tonnellate di nozioni, banalizzazioni, incomprensioni…

 

Tutti lo conoscono, tutte le antologie l’hanno strizzato per riuscire a berne il senso, tentando di renderlo commestibile ai più, ma togliendogli l’anima…

 

È il sonetto più bello che abbia mai letto…

 

 

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.

 

(spero non serva la firma dell’autore…)

 

La libertà la si desidera nel momento in cui ti mettono le catene…hai voglia di guardare proprio quando ti impediscono di farlo…l’uomo ha questo potere…

 

È il limite che ci rende liberi…liberi di conoscere, liberi di scegliere cosa essere e cosa diventare…

 

Senza il dolore non riusciremmo a comprendere la gioia, e senza fatica non assaggeremmo mai la soddisfazione…

 

 
11 Marzo 2007

L’ho trovato on line in una delle mie gite virtuali a caccia di pennellate…  

Vorrei girare il mondo, ma non sempre si può prendere e partire e lasciare tutto per seguire la strada della sensazione, per cui devo accontentarmi di uno schermo…odio le macchine..ma questa è diversa…è la mia finestra sul mondo…l’unica dopo i libri…    

Nel mio peregrinare ho ritrovato Turner… Ubriacarsi di luce per perdere il senso del tempo, della misura, della perfezione della vista razionale..   Un respiro della mente che ingoia tutto lo spazio circostante…  

E invece oggi riscopro il fascino della notte ferita dal barlume di perla della luna proprio grazie a lui…  


E riscopro la mia notte…il vero colore della mia profondità fatta di grotte inesplorate…


la mia vita è fatta di sole per chi mi vede…non esistono nuvole in grado di appannarmi…non esiste pioggia che stinga l’ironia…  

eppure chi mi conosce sa quanto la notte sia la mia unica confidente...è nel suo umido abbraccio che trovo il calore dei miei pensieri che rifuggono la luce, che si nascondono, che amano galleggiarmi davanti quando sanno che non posso afferrarli…    


è notte quella che vedo quando chiudo gli occhi per cercarmi…  


è me che ho visto dentro questo quadro…





 
23 Febbraio 2007

La consapevolezza è la più maligna delle malattie…  

Vorrei essere come tanti, pensare alle mie scarpe, a quella firma sulla maglia che costa 100 euro in più ma ti consente di essere visibile, guardare al mio orticello, non essere capace di guardare più lontano del prossimo weekend…  

E invece sono qui…con una scarpa macchiata di fango da una settimana, che penso a quante bugie hanno lastricato la mia strada fatta di ideologie e invettive al potere…    

Avrei voluto scrivere pagine sanguinanti verità, ma i cerotti sono già pronti a sterilizzare tutto…

Vorrei urlare e far crollare le ipocrisie, ma il bavaglio è rapido nell’annodarsi…  

Continuo solo a vedere INUTILITà…e la vedo solo io…    


E della mia tessera elettorale la prossima volta ne farò degli splendidi origami…  



Se la corruzione e l’idiozia sono la risposta alle mie energie e alla mia capacità critica costruirò un muro così spesso da non sentire il momento in cui il mondo crollerà… 



Mi arrendo…     Godetevi lo spettacolo dello schifo anche per me..io chiudo gli occhi.    


 
14 Febbraio 2007

Ansie e battaglie e faticose veglie
Liete sconfitte e facili vittorie
E voi quaderni carchi di memorie


Io v’abbandono  
Libero sono dalla tirannia d’ogni minuto,
sono rotti i ceppi che per lunghi anni rallentar non seppi.
Libero sono!    



Fine degli esami…rimetto nella cartella dei ricordi le lunghe ore di attesa, le fatiche e le ansie…  


Mi godo tutta la soddisfazione guadagnata investendo ore ed ore, soffiandole tra una pagina e l’altra, tra cumuli di nozioni…

Ho deciso di staccare la spina e di non guardare più nulla…una piccola pausa dalle mie invettive contro il mondo in cui mi hanno scaraventato…una pillola di atarassia che non può far altro che ricucire le ferite della frenesia…  



Il mondo ha tutta un’altra sfumatura guardato attraverso le lenti della calma…


 
03 Febbraio 2007

Finirà prima o poi questa fatica che mi costringe a respirare i colori di queste giornate attraverso i vetri appannati dalla stanchezza…  



Sento il sole che mi accarezza mentre resto qui a assimilare glorie di un passato che difficilmente tornerà, ma di cui continuiamo a fregiarci senza capirne il perchè…
 


L’attesa ancora fino a mercoledì…e poi finalmente una pace densa di impegni che mi porterà lontana da quella maledetta stanza…
 



Come al solito l’unica ventata d’aria mi è fornita da chi forse l’aria l’ha soffocata per trasmettere al tempo l’oppressione dell’ispirazione…che ti prende, ti fa sua e ti fa precipitare in un baratro di creatività dal quale non si può più riemergere…
 






 



Ritornate alla via consueta

e godete di ciò che v’è dato:

non v’è un fine, non v’è una meta

per chi è preda del passato. 



michelstaedter
 
01 Febbraio 2007

Le pagine alle volte possono più delle mani e delle voci che tentano di accarezzarti tirandoti schiaffi…    



Dall’alto della mia pericolante situazione psichica osservo la piccola realtà che come un formicaio corre impazzita tra i miei piedi…alle volte vorresti essere ceco per non dover vedere ciò che gli ottenebrati si ostinano a non guardare…
 


Hai il potere di capire, ma non quello di convincere...per questo rimani ad urlare nel deserto percependo come risposta solo l’eco delle tue congetture…
   


La sensibilità non è sinonimo di debolezza…ma ferisce come la più tagliente delle insinuazioni…
     




Forse ho solo bisogno di riposarmi e di raccogliere le energie che mi serviranno per realizzare l’assurda pretesa di salvare il mondo;)
   

Già…
   


Il riposo….  




Quando appendo al cuore la spada,
quando l’animo regge allo stillicidio,
quando attraverso le finestre
un tuo nuovo giorno mi penetra,
sono e resto nella luce che mi crea,
vivo nell’ombra che mi definisce,
dormo e mi sveglio nella tua aurora essenziale…

neruda





 
25 Gennaio 2007

Rieccomi sul mio selciato intarsiato di colori e parole  

Apro a caso uno dei tanti libri che sono qui davanti a me, accarezzati ogni giorno dai miei sguardi carichi di orgoglio…  


Amo questa mia piccola biblioteca che racchiude in sé il profumo di intere serate illuminate dalla fioca luce che si riflette di sera su questa scrivania…  



Ecco qui cosa ha partorito questa sera:




A te ignota è la terra
ove ogni giorno affondo

e segrete sillabe nutro:

altra luce ti sfoglia sopra i vetri

nella veste notturna,

e gioia non mia riposa
sul tuo grembo.



quasimodo


  
 
19 Gennaio 2007

Rinchiusa dentro una scatola emicranica ho deciso che voglio dare una forma ai miei pensieri e alle mie passioni…e per farlo inaugurerò un sentiero onirico fatto di figure e parole altrui…


Voglio far capire a me stessa ma soprattutto al mondo che IO non sono inutile…ciò che studio e ciò che amo è quanto di più prezioso possa esserci...perchè un mondo di numeri e macchine senza anima è destinato a morire…  



Voglio far assaggiare a tutti il nettare del sapere…quello che mi imbottisce di cefalee e che mi ha portato via gli occhi, consumati su pagine e pagine di sogni… 

  



Getta via i vestiti,
i connotati, i ritratti;
non ti voglio così,
travestita da un’altra,
figlia sempre di qualcosa.
Ti voglio libera, pura,
irriducibile: tu.



salinas
 
17 Gennaio 2007

Il ragno del tempo ha tessuto ragnatele di impegni intorno alle mie ore libere, sicchè solo oggi, dopo tanto, riesco a divincolarmi un po’ dai miei “ora devo fare..”   la polvere del sonno  perennemente mi appanna la vista, ma le dita dell’istinto non possono smettere di scrivere e di raccontare al sereno volto del Nessuno quello che prende forma in questa mente capricciosa…   


 si è formato qui dentro un enorme spazio vuoto…ho buttato via in questi giorni maschere vecchie, rancori, sogni uccisi all’alba e fantasmi del passato…è rimasto posto solo per la fantasia, il colore, i profumi dell’ignoto, la sensualità del sapere…e per quella cosa che riduttivamente hanno deciso di chiamare amore…quel qualcosa per cui non riesco a trovare un termine più appropriato… 


 sento aria…tempo…spazio…tutto penetra nella mia libertà, nel mio mondo perfetto…    
tutto ciò sta già per finire…    


ma solo per poco ho ritrovato l’infinito che c’è in me… 


  


 somiglia a te: i
 passi, la stessa fronte aggrondata,
 gli stessi tacchi alti tutti macchiati di stelle.
 Così uguali ormai, che sarà
Impossibile continuare a vivere
Così, essendo tanto uguali.
E siccome tu sei fragile,
quella che appena esiste,
tenerissima, sei tu a dover morire.
Tu lascerai che ti uccida,
che continui a vivere lei,
la falsa tu, menzognera,
 ma a te così somigliante c
he nessuno ricorderà, tranne me,ciò che eri.
 E verrà un giorno in cui
Guardandomi negli occhi
Tu vedrai
Che penso a lei e che la amo:
 tu vedrai che non sei tu.   



 salinas
 
11 Dicembre 2006


I giorni camminano, io li seguo…per abitudine…
Ogni istante mi spiega che la mia strada non è altro che una colorata ed eterea bolla di sapone…e io sono al centro di questo delicato vuoto…non allungo la mano verso il Fuori perchè altrimenti tutto finirebbe in un silenzioso urlo di vapore acqueo…
Ma lo scorrere del tempo, da quando ha messo la sua mano nella mia, mi ha spiegato che la mia strada e tutto ciò che io non sono stata in grado di mordere con i miei passi…è quello che hai disegnato tu, nel tuo paesaggio morbido e straniero, quello che io avrei sempre voluto e che incide il confine tra i miei sogni e la mia realtà…
Ora amo persino quella strada…e sempre meno si vede attraverso questa cella di sapone…





Tra una cosa e l’altra sono inciampata su E.A. Poe…e non ho voglia di rialzarmi…



Ma, come nell’etica il male è conseguenza del bene, così, nella realtà, dalla gioia nasce il dolore. Sia che la memoria della passata felicità costituisca il tormento del presente, sia che le angosce che sono abbiano origine nelle estasi che avrebbero potuto essere.




 
30 Novembre 2006


Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris?

Nescio, sed fieri sentio et excrucior.










Odio ed amo. Mi chiederai come faccio

Non so, ma lo sento succedere, e mi tormento







festeggio l'esame di latino con Catullo..che mai avrei potuto capire senza una adeguata traduzione....;)
 
11 Novembre 2006

Alle volte si fa fatica a disegnare la propria strada…ci sono piccoli istanti di madreperla che sembrano inghiottirmi nelle loro spirali cromatiche…scompaio tra i sogni…accarezzo il cielo con le ciglia…tutto sembra leggero…non ci sono muri, barriere, sassi…ma solo aria, anzi, vento…un vento che gonfia ali di stoffa e ti porta lontano, alla deriva…in un naufragio perfetto…quello che hai sempre sognato…




Poi però riapri gli occhi..inciampi su scampoli di vite altrui, lacerate dai sogni spezzati, ricucite dalla routine, ubriacate di abitudine…
Piccole nevrosi, infime soddisfazioni, circoli viziosi potenti come l’acciaio…




No...non voglio diventare come quegli stracci…ho paura di consumarmi nelle delusioni, di rotolarmi tra le aspettative schiaffeggiate…non voglio diventare l’ombra dei miei sogni,



NON VOGLIO ESSERE COME LORO



Voglio rimanere una bambina…incosciente, spaventata ma viva….non voglio vivere per veder morire quello che vorrei essere…

Voglio rimanere così…non crescere più…



 
04 Novembre 2006

Stasera la luna sogna con più abbandono,
come una bella donna che,abbandonata sui cuscini,
prima di addormentarsi accarezza
i seni con mano distratta e leggera.



Ecco, sul dorso lucido di molli valanghe,
morente s’abbandona a lunghi deliqui
e volge gli occhi a bianche visioni
che salgono nell’azzurro come fioriture.



A volte, nel suo ozioso languore, fa cadere
Una lacrima furtiva sulla terra,
e allora un pio poeta, nemico del sonno,
raccoglie nel cavo della mano la pallida lacrima
dai riflessi iridati come un frammento d’opale
e la ripone nel suo cuore lontano dagli occhi del sole.















Facile lasciare che siano le parole altrui a raccontare pagine di pensieri che si accartocciano nella mia mente…eppure riesco a vedermi e a scandirmi solo con gli sguardi, le carezze, le lacrime, il disprezzo degli altri…


Sono quello che si riflette negli occhi di chi mi osserva…ma non riesco a capire di chi sia quel volto che mi fissa al di là dello specchio…

Sono una miriade di riflessi…dal blu della notte al rosso del fuoco…dal nero di una bugia al bianco dell’essenzialità…


Cosa diano questi colori messi insieme però non lo so…
 
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